Un chiarimento necessario


Nell’ultimo anno l’esperienza del Controllo del Vicinato si è diffusa ampiamente consolidandosi in più di duecento Comuni e la sua espansione non accenna a rallentare. Prova concreta del fatto che il progetto è genuino e ha le gambe per camminare.

Dobbiamo ringraziare di questo successo, quasi inatteso, le migliaia di famiglie e le centinaia di Coordinatori che sono diventati protagonisti della sicurezza partecipata nelle loro comunità a fianco delle Forze dell’Ordine. Sono proprio i Coordinatori, eletti su base fiduciaria dalle famiglie, che rappresentano la figura chiave del progetto poiché, oltre a coordinare le famiglie, svolgono il ruolo di collante tra i residenti, le istituzioni locali e la nostra Associazione.

È importante però precisare che i Coordinatori non sono iscritti alla nostra Associazione, la quale non esercita alcuna forma di controllo, diretto o indiretto, sul loro operato. Il Programma di Controllo del Vicinato, che la nostra Associazione ha formalizzato e diffuso in centinaia di Comuni italiani, è applicato su base volontaria dalle famiglie che hanno aderito al progetto.

Poiché i Coordinatori sono nominati direttamente dai gruppi di Controllo del Vicinato, rappresentando gruppi di privati di cittadini e non svolgendo alcun ruolo istituzionale, non necessitano di ulteriore legittimazione da parte di qualche autorità per svolgere pienamente e legittimamente il loro ruolo. Al Coordinatore è solo richiesto serietà nell’impegno, l’amore per la propria comunità e la stima dei propri vicini.

Se si escludono le segnalazioni alle Forze dell’Ordine, nessuna attività del Controllo del Vicinato rientra in quelle previste dalla legge del 15 luglio 2009, n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” e successivo Decreto dell’8 agosto 2009 che regola la costituzione delle cosiddette “ronde cittadine” (termine di conio giornalistico). Il motivo è semplice: tutte le attività dei gruppi di Controllo del Vicinato si svolgono all’interno delle proprietà private, sia che si tratti di 1) osservazione informale del territorio che di 2) applicazione di tecniche di prevenzione passiva nella propria abitazione. Questo è, operativamente, il Controllo del Vicinato. Altre forme organizzative ed operative di sicurezza partecipata non sono riconducibili allo stesso progetto, non possono utilizzare lo stesso logo e non possono, ragionevolmente, fregiarsi dello stesso nome. Altrimenti il rischio è di creare molta confusione. E i media, spesso, contribuiscono a questa confusione con titoli fuorvianti.

Qual è dunque il ruolo del Coordinatore tra le famiglie? È quello di rappresentarle presso la Polizia Locale e le autorità cittadine; di tenere i rapporti con la nostra Associazione attraverso i referenti di zona (soci volontari che diffondono il progetto nel territorio); promuovere il Controllo del Vicinato presso i vicini che sono interessati al progetto; incoraggiare i vicini a segnalare le situazioni critiche alla Forze dell’Ordine; incoraggiare i vicini ad individuare le vulnerabilità comportamentali e strutturali (quelle delle proprie abitazioni) per non offrire a ladri e truffatori alcuna opportunità.

Nessun filtro preventivo da parte dei Coordinatori è necessario per fare segnalazioni alle Forze dell’Ordine, poiché ogni famiglia che aderisce al Controllo del Vicinato è in grado di individuare le criticità che emergono nel proprio piccolo contesto, a prescindere dalla disponibilità o meno del coordinatore. Infatti, la pratica del Controllo del Vicinato, incentivando l’interesse dei vicini per ciò che avviene negli spazi comuni e condivisi potenzia, sia nei singoli sia collettivamente, la naturale capacità di interpretazione del contesto. Cioè di capire istintivamente se c’è qualcosa che non va.

Il Coordinatore del gruppo non è né un investigatore privato né un informatore delle Forze dell’Ordine. È nominato dalle famiglie e, nell’ambito di ciò che è previsto dal progetto, risponde direttamente alle famiglie.

Nessuna legge specifica dovrebbe regolare le attività del Controllo del Vicinato (che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, si svolgono tutte all’interno delle proprietà private). Non sono necessarie ulteriori regole o autorizzazioni per svolgere il proprio ruolo di cittadini attivi segnalando alle Forze dell’Ordine criticità e reati. E i primi ad esserne contenti sono proprio le Forze dell’Ordine.

La Presidenza dell’Associazione Controllo del Vicinato © RIPRODUZIONE RISERVATA

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