Il Controllo del Vicinato incontra il Prefetto di Roma

In evidenza


Roma, 27 maggio 2015

I rappresentanti della nostra Associazione, Francesco Caccetta, Stefano Leprini e Massimiliano De Juliis sono stati ricevuti dal Prefetto di Roma Franco Gabrielli. 

Il Prefetto Gabrielli aveva già mostrato approvazione nei confronti del nostro progetto e oggi lo ha riconfermato incoraggiandoci a proseguire con il programma. Il Controllo del Vicinato è la strada da seguire!

Un ulteriore importante conferma della validità del progetto e delle sue potenzialità per un nuovo modello di sicurezza partecipata.

Francesco Caccetta
Massimiliano De Juliis
Stefano Leprini

27052015-10430057_10153323548979518_8004597194890047723_n

L’occasione fa bene al ladro

In evidenza


Presto disponibile su IBS.it e Amazon.com

In attesa che il libro sia disponibile online, chiunque lo volesse acquistare può ordinarlo direttamente alla casa editrice telefonando al numero verde 800 589 025 oppure allo 06 9941736. Il prezzo di copertina è di € 15,00.

06052015-IMG_0653

Noi cittadini ci lamentiamo spesso per l’aumento dei reati contro il patrimonio e chiediamo a gran voce un aumento delle forze di polizia a protezione dei nostri territori e delle nostre case, concentrandoci più sulle aspettative di utenti ma trascurando i doveri di consociati quali invece siamo! Forse scoprire che il verificarsi di molti crimini, dipende, per due terzi dai nostri stessi comportamenti ci aiuterebbe a modificare le istanze e tramutare la rabbia in operosità e prevenzione! In questo libro proverò ad aiutarvi a difendervi, soprattutto, da furti e truffe con metodi semplici e attuabili da tutti. Niente ronde o reazioni fisiche, solo la tipica ingegnosità italiana e la antica formula del Capitale Sociale, quel complesso di reti sociali basate sulla reciprocità e la fiducia che ha impedito per anni l’aumento dei reati sia nelle grandi città che nei paesi. Il controllo del vicinato è una recente intuizione, basata su antiche abitudini che funziona perfettamente laddove applicata con costanza. Illuminati amministratori, cittadini volenterosi e forze dell’ordine, tutti insieme possono davvero realizzare il progetto di “sicurezza partecipata”, l’unico vero deterrente per estrudere la delinquenza dai propri territori.

Primo Congresso Nazionale

In evidenza


X-banner

.

.

.

Il 16 e 17 maggio 2015 l’Associazione Controllo del Vicinato terrà il suo Primo Congresso Nazionale.

L’evento si svolgerà presso l’Hotel “Sans Souci” a Gabicce Mare (PU).

I soci che risultavano regolarmente iscritti all’Associazione il 30 aprile 2015 riceveranno l’invito a partecipare.

Al Congresso sarà presente una delegazione dell’EUNWA (European Neighbourhood Watch Association).

Il Comitato Esecutivo

Tecnologie al servizio del Controllo del Vicinato

In evidenza


Ospitiamo volentieri questo contributo del criminologo Dott. Francesco Caccetta sull’utilizzo di chat e social network nelle attività di Controllo del Vicinato. Recentemente abbiamo ricevuto da molti gruppi, soprattutto da quelli di recente costituzione, domande e quesiti su qual’è il modo migliore di utilizzare queste tecnologie nelle attività dei gruppi. In quest’articolo il Dott. Caccetta affronta in modo approfondito l’argomento, spiegando come vanno usate e, anche, come non vanno usate queste tecnologie.

“Nell’ambito delle numerose proposte per la prevenzione dei reati e la sicurezza urbana che negli ultimi anni si sono palesate sullo scenario nazionale, spicca emerge e sovrasta tutte, senza temere rivali, l’ormai noto progetto del Controllo del Vicinato.

Questo semplice ma efficace sistema di mutua assistenza tra cittadini finalizzata al recupero del capitale sociale e del controllo informale del territorio è approdato in Italia grazie all’intuizione e la perspicacia di alcune persone che da semplici cittadini e/o fedeli servitori dello Stato si sono trasformati in security officer con l’unico e condiviso intento di recuperare il controllo dei propri territori e aiutare gli abitanti delle loro giurisdizioni a diminuire le proprie vulnerabilità ambientali e comportamentali e, di conseguenza, i reati contro il patrimonio. Mi piace citare, sempre, il promotore ufficiale dell’iniziativa, che ha importato in Italia il Controllo del Vicinato, Gianfrancesco Caccia, al quale si sono presto affiancati Leonardo Campanale e il sottoscritto Francesco Caccetta, fautori, insieme a tante altre persone, della creazione dell’Associazione nazionale del Controllo del Vicinato (www.controllodelvicinato.it) che da ora in poi chiameremo ACdV.

In un momento storico che vede l’Italia arrancare di fronte alle problematiche ataviche, reiterate e mai risolte, dove l’unico paradigma prevalente è quello dell’affrontare solo le difficoltà dell’emergenza e dove le uniche alternative allo stato attuale della sicurezza vengono individuate in ennuple promesse inattuabili, o deleghe improbabili (ronde e passeggiate varie) che sanno di fideismo, resa e abbandono a sé stessi dei cittadini, il Controllo del vicinato appare sempre di più una risposta efficace e attuabile, se non altro perché senza costi e basata sulla coesione e non sulla divisione. Ogni novità e ogni coinvolgimento di gruppi eterogenei, a causa di diversità di pensiero dovute sia alla propria appartenenza politica, sia al convinto manicheismo di qualcuno, comporta inizialmente tentativi di azzardati aggiustamenti e personali modifiche del paradigma iniziale. Queste situazioni, spesso sconvolgono il significato ontologico del progetto con conseguenze che possono andare dalla confusione generale, al rendere inutilizzabile o inutile l’operato dei componenti dei gruppi di Controllo del Vicinato a livello locale.

Questi Tweak freak (tweakers), cioè chi ossessivamente cerca di “migliorare” le prestazioni del proprio gruppo, agiscono spesso in buona fede ma la scarsa o approssimativa conoscenza del progetto, potrebbe rendere il loro operato prodromico di nefaste deviazioni e fallimenti.

Per questi motivi, premesso che sia il logo del Controllo del Vicinato che il nome del progetto sono registrati e di proprietà dell’Associazione Nazionale del Controllo del vicinato (ogni utilizzo deve essere quindi autorizzato), chiunque decida di aderire al progetto ed esportarlo nel proprio territorio, dovrà seguire le regole dello Statuto e i regolamenti dell’Associazione, mirati soprattutto a un percorso univoco e che non lasci spazio a strane personalizzazioni o pericolose derive.

Detto ciò, ritengo sia necessario fare luce su alcune dinamiche che regolano il funzionamento dei gruppi del Controllo del Vicinato, soprattutto alla luce delle ultime e continue evoluzioni del programma, dovute all’inevitabile introduzione nell’impalcatura del sistema, delle tecnologie già esistenti che ben si prestano agli scopi del progetto e del sodalizio tra cittadini. 

Whats App e Facebook

Parliamo quindi dell’ausilio tecnologico al Controllo del Vicinato, che consiste nell’utilizzo dei Social Network e dei sistemi di Instant Messaging e in particolare di Facebook e Whats App, i quali caratterizzano la versione del Controllo del Vicinato 2.0.

Studiare la sicurezza urbana significa in primo luogo individuare in un determinato territorio i vari rischi cui sono sottoposti gli abitanti e i loro beni, fornendo dati e informazioni utili a progettare dei sistemi di prevenzione efficaci. L’obiettivo degli esperti di sicurezza è di conseguenza quello di ridurre il più possibile tali rischi attingendo a tecnologie e soluzioni organizzative efficaci
(Marco Strano)

Questi straordinari e diffusi strumenti di comunicazione, che per il momento vanno a supplire a una più ambita piattaforma dedicata per il Controllo del Vicinato (una App per iOS e Android, ancora in stato embrionale), sono stati da subito utilizzati quali ausili tecnologici dai componenti dei gruppi di Controllo del Vicinato e, i primi ad avvalersi di loro, sono stati i gruppi Castel Ritaldi PG, su intuizione dello scrivente (chiedo venia per la nota narcisistica) che ne disciplinava l’utilizzo sin dal 2012. Il loro uso, in questo momento, sta dando grandi risultati in termini di funzionalità ed efficacia per le varie funzioni del Controllo del Vicinato, che spaziano dalla prevenzione dei furti e delle truffe, a utilizzi più ampi quali, ad esempio, prevenzione e repressione del degrado ambientale e ricerca di persone scomparse. Proprio l’esperienza diretta e sul campo, di queste nuove tecniche introdotte all’interno del progetto del Controllo del Vicinato e delle criticità rilevate, ci porta a fare delle inevitabili e utili considerazioni, cercando di tracciare quelle che potrebbero essere le linee guida per il corretto utilizzo delle tecnologie in questione.

La prima importante precisazione da fare è che il Controllo del Vicinato non è identificabile nelle chat di Whats App e neanche nelle pagine di Facebook, che restano esclusivamente degli ausili tecnologici, delle protesi virtuali alla normale e più antica forma di comunicazione orale. Non è corretto identificare il progetto del Controllo del Vicinato con questi strumenti, poiché la filosofia del citato sodalizio consiste nella riflessione sulle proprie vulnerabilità e sulla comprensione e consapevolezza del senso di appartenenza, delle capacità individuali di percezione del pericolo e trasformazioni delle intuizioni in segnalazioni qualificate alle Forze dell’Ordine. Tutto questo non può essere ridotto e circoscritto solo da una tastiera e un display. Il Controllo del Vicinato è anima e cervello, senso di responsabilità e altruismo, condivisione e compartecipazione!

L’introduzione di Whats App e la sua recente reiterata mediatica associazione al Controllo del Vicinato, hanno di fatto creato confusione e false aspettative da parte dei nuovi aderenti ai gruppi di Controllo del Vicinato ma lo stesso è successo anche per coloro che avevano inizialmente ben compreso il senso del progetto. Alcuni membri di gruppi, hanno modificato i comportamenti appresi nella fase di formazione, con avventate decisioni propedeutiche solo al fallimento del progetto a livello locale o addirittura alla creazione di strane creature, che del Controllo del Vicinato hanno solo il logo. È bene quindi ribadire, ancora una volta, che il Controllo del Vicinato non si identifica nelle chat di Whats App ma ne utilizza la tecnologia per rendere più agevole e tempestiva la comunicazione tra i componenti del gruppo. Questo significa, che le persone che fanno parte del Controllo del Vicinato, non devono scrivere nelle chat le loro percezioni circa imminenti rischi di furto, che possono significare una o più persone o veicoli sospetti notati aggirarsi nella via, perché, com’è ormai risaputo, per evitare un reato, conta moltissimo la tempestività della segnalazione alle Forze dell’Ordine, non la condivisione con tutto il gruppo di un sospetto potenzialmente pericoloso. Nulla quaestio se poi, dopo avere chiamato le Forze dell’Ordine, si decide di pubblicare anche cosa si è visto allertando gli altri, precisando però di avere già informato il 112 o il 113. Coloro che leggeranno la notizia, qualora constatata la stessa cosa, potranno poi decidere di comunicare a loro volta alle Forze dell’Ordine, l’attuale nuova posizione delle persone o veicoli sospetti già segnalati, aiutando gli agenti a raggiungere più facilmente l’obiettivo, che resta quello di individuare i potenziali autori di un reato e identificarli prima che inizino a commetterne. Stessa importanza, deve avere la tempestiva comunicazione nella chat, della cessata esigenza, per evitare un protrarsi inutile dell’allarme. Per chi ricorda la teoria della prevenzione situazionale, quella che vedeva i tre elementi concomitanti utili al raggiungimento dell’obiettivo del ladro, questo è il tipico intervento del Controllo del Vicinato per andare a rimediare al terzo elemento in questione e cioè, quello di assenza di vigilanza. In questo caso, la segnalazione immediata e qualificata alle Forze dell’Ordine, impedirà che i ladri possano agire indisturbati. Limitarsi a scrivere la segnalazione sulla chat di Whats App e aspettarsi che qualcuno condivida il sospetto e si decida a chiamare le Forze dell’Ordine, sia questi un altro elemento del gruppo, sia un Coordinatore, significa solo perdere tempo lasciandone invece a disposizione dei ladri che, come sappiamo, possono commettere un furto anche in soli tre o quattro minuti. L’eventuale pagina di facebook creata ad hoc per ogni gruppo o insieme di gruppi (in zone limitrofe è meglio restare uniti per evitare duplicazioni o dispersioni di notizie) dovrebbe essere aperta a tutti, in modo da invogliare altre persone ancora titubanti ad aderire al Controllo del Vicinato. Proprio perché aperta a tutti, la pagina social, non dovrebbe essere utilizzata per le segnalazioni di persone o mezzi sospetti (ancorché già segnalati alle Forze dell’ordine), poiché sulla piattaforma in questione ci saranno anche persone che non hanno avuto la formazione adeguata e potrebbero assumere comportamenti non in linea con lo spirito e le regole del Controllo del Vicinato. Nella pagina di Facebook, potrebbero invece essere scritte notizie sempre attinenti alla sicurezza del territorio, ma di più ampio respiro, come ad esempio, situazioni di pericolo per improvvise voragini sulle strade, segnalazioni di una serie di furti o truffe avvenute nel territorio o in quelli limitrofi (per aiutare le persone ad evitare di restare a loro volta vittime) e tutti gli alerts del caso, mirati soltanto a mettere in guardia gli abitanti locali. Nella pagina, sarà sempre meglio dichiarare che non saranno tollerate frasi offensive o xenofobe contro chiunque, invitando tutti a mantenere un tono dignitoso e rispettoso delle leggi, ricordando che anche un delinquente, se offeso pubblicamente (certi post su facebook equivalgono alla diffamazione a mezzo stampa) potrebbe ricorrere alla Giustizia per fare valere i propri diritti, mettendo in difficoltà tutti i componenti del gruppo ed in particolare che commenterà positivamente il post incriminato.

Riepilogando, l’utilizzo dei social network e delle chat, deve restare confinato alla sola esigenza di condivisione e comunicazione interna dei gruppi, mentre le segnalazioni qualificate alle Forze dell’Ordine devono essere fatte da chi osserva per primo i fatti sospetti, senza indugiare. Solo così ci possono essere margini di riuscita nell’intento di impedire ai ladri di agire. Le Forze dell’Ordine sono abituate a ricevere segnalazioni e quindi non ci sono problemi particolari se ne ricevono qualcuna in più. Saranno gli operatori delle centrali operative del 112 o 113 a fare una cernita delle segnalazioni decidendo poi l’utilità e la priorità degli interventi. La cosa più importante è fare senza indugio segnalazioni qualificate, ricordandosi sempre di osservare ed annotare i numeri di targa e i modelli dei veicoli da segnalare e la descrizione del numero, e altri particolari, delle persone che stiamo segnalando come sospette.

Come abbiamo appena appreso, un fattore importante, per i membri dei gruppi di Controllo del Vicinato, è la capacità di fare segnalazioni qualificate e questa caratteristica può essere innata oppure appresa durante le dovute e necessarie riunioni formative.

La prima cosa per un perfetto abbrivo di un gruppo di Controllo del Vicinato, è prevedere che le persone che ne faranno parte debbano partecipare necessariamente a un primo convegno formativo. Nel corso dell’incontro, oltre alle informazioni sul progetto generale del controllo del vicinato, saranno spiegate le modalità per eliminare le vulnerabilità ambientali e comportamentali di ognuno, spesso causa della commissione dei reati da parte dei delinquenti di turno. Saranno poi illustrate le modalità con le quali fare segnalazioni qualificate alle Forze dell’Ordine e si parlerà del ruolo del Coordinatore, definendone i compiti e i limiti. 

Il ruolo del Coordinatore

Il ruolo del coordinatore, figura da individuare, anche tra gli stessi partecipanti al meeting, sarà ben spiegato dal relatore al primo incontro. Sarà chiaro sin da subito che la sua figura si diversifica da quella dei singoli componenti del nascente gruppo per almeno due motivi. Il primo, è che il Coordinatore sarà l’anello di congiunzione tra l’Amministrazione Comune, le Forze dell’Ordine e i componenti del suo gruppo di Controllo del Vicinato. Il coordinatore, interagisce con le predette figure istituzionali, rappresentando problematiche di ampio respiro che riguardano la sicurezza nel comprensorio ove vivono i cittadini a lui affidati (scarsa o insufficiente illuminazione, degrado ambientale, ecc.) e riportando a quest’ultimi le notizie e gli alerts dati dalle Forze dell’Ordine. Spetta a lui, o persona di fiducia da lui delegata, gestire la pagina Facebook (eventuale ma utile) e soprattutto la chat di Whats App, fungendo da moderatore.

Il secondo motivo è che il Coordinatore, sarà poi quello che formerà le persone che successivamente al primo incontro, chiederanno di aderire al gruppo del Controllo del Vicinato locale. Gli altri compiti del coordinatore possono essere, quindi, così riassunti:

  • Comunicare le segnalazioni importanti alla polizia e ricevere (dalle Forze dell’Ordine o terzi) informazioni sulle azioni criminali più recenti nella zona o in zone limitrofe e trasferire le informazioni ai vicini con un semplice passaparola attraverso “ticket”/ SMS/ Whats App/ email/ passaparola;
  • Incoraggiare la vigilanza tra i residenti dell’area e promuovere tra il vicinato la messa in pratica di misure preventive del crimine (eliminazione delle vulnerabilità);
  • Mettere insieme piccoli indizi per poterli comunicare alle forze dell’ordine se necessario in modo più analitico;
  • Accogliere nuovi vicini informandoli e integrandoli nell’attività̀ di controllo del vicinato. 

Formazione dei gruppi di Controllo del Vicinato

A questo punto, è chiaro che i gruppi di Controllo del Vicinato, sia quelli classici formati da persone che si conoscono e si uniscono nella zona per operare insieme, sia quelli che interagiscono con l’utilizzo di Whats App, devono necessariamente avere partecipato ad una riunione formativa.

Fermo restando che l’ACdV consta di un direttivo nazionale e di un organigramma di persone con incarichi diversi, individuabili sul sito web dell’associazione, proviamo a dare qualche indicazione operativa che possa essere utile ai nuovi gruppi o aspiranti tali.

La prassi, per la creazione di un gruppo di controllo del vicinato, in buona sostanza dovrebbe essere la seguente: un primo gruppo si crea all’atto del primo incontro formativo con il relatore dell’associazione del Controllo del Vicinato Nazionale (ACdV) o persona incaricata dalla stessa ACdV. Successivamente, tutti coloro che vogliono aderire al gruppo già costituito (e registrato sul sito www.controllodelvicinato.it), devono dare i loro dati al Coordinatore, il quale li inserirà in una lista provvisoria (a volte anche un gruppo apposito di Whats App) in attesa di raggiungere un numero adeguato di nuovi aderenti, in modo da organizzare una nuova riunione con loro e formarli insegnando loro la filosofia e le regole del Controllo del Vicinato. Questa formazione può avvenire, se ci sono le condizioni, anche ad opera dello stesso Coordinatore il quale, può sempre decidere se ricorrere ad un relatore ufficiale della ACdV previo accordo con il Comitato Esecutivo. Tutte le iniziative prese dai singoli Coordinatori che vanno fuori da queste regole non consentono l’adesione al Controllo del Vicinato. In poche parole possono essere iscritte e quindi registrate nel database dei gruppi dell’ACdV Nazionale, solo i gruppi, i cui componenti erano presenti alla prima formazione e successivamente quelli aggiunti, la cui garanzia di avvenuta formazione dovrà essere fornita dal Coordinatore di quel gruppo al Comitato Esecutivo.

La notizia della nascita di un nuovo gruppo di Controllo del Vicinato, spesso divulgata dai media locali, suscita l’entusiasmo di altre persone che a loro volta esprimono il desiderio di voler estendere il progetto anche nel loro territorio. Questo può dare luogo a richieste di informazioni dirette all’ACdV, previo utilizzo del sito web, oppure la ricerca di contatto diretto, da parte del promotore del nuovo gruppo, con uno dei Coordinatori del Controllo del Vicinato a lui vicino, per chiedere aiuto per la realizzazione del nuovo sodalizio. In questo caso, quel Coordinatore che riceve la richiesta, dovrà necessariamente attenersi alla seguente prassi: invitare il nuovo gruppo, tramite il suo promotore, ad inoltrare richiesta di censimento di un gruppo di Controllo del Vicinato sull’apposita pagina del sito dell’ACDV (http://controllodelvicinato.it/i-gruppi-cdv/censimento-dei-gruppi-cdv/). L’adesione all’Associazione dà diritto a richiedere supporto e documentazione. In seguito, il promotore sarà contattato dalla ACdV che indicherà il relatore più vicino per fare il primo incontro formativo con gli aspiranti aderenti al progetto. È importante che ogni Coordinatore segua questa regola, invitando i nuovi promotori a seguire l’iter di registrazione, garantendo così all’ACdV, di mantenere sempre il controllo della situazione dei gruppi in ambito nazionale e l’uniformità d’intenti e sviluppo del progetto.

 

Rapporti con la stampa

Il successo del Controllo del Vicinato, attira sempre più l’attenzione dei mass media i quali non esitano a intervistare vari soggetti appartenenti al sodalizio pubblicando, a volte, notizie imprecise e fuorvianti. Per assicurare la giusta divulgazione di notizie e garantire che la filosofia del Controllo del Vicinato sia ben compresa e diffusa, il Comitato Esecutivo dell’ACdV ha nominato un responsabile dei rapporti con la stampa che sarà l’unico delegato a rilasciare interviste sul progetto del Controllo del Vicinato. Salvo poi autorizzare di volta in volta i Coordinatori a livello locale se ritenuto opportuno.”

 

Dott. Francesco Caccetta © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un progetto semplice ed utile

In evidenza


09032015-Fiesso D'Artico (1)Lunedì 9 marzo 2015 – Presso la sala consiliare a Fiesso d’Artico si è svolta un’interessantissima serata sulla sicurezza ed è stato presentato il Programma di del Controllo del Vicinato, alla presenza del Capitano dei Carabinieri Mattei, il Tenente Favero, il Maresciallo De Marco e il Comandante della Polizia Locale Buratto.

Abbiamo illustrato il nostro progetto davanti a una platea numerosissima e attenta (mai vista cosi tanta gente in sala consiliare!). Le Forze dell’Ordine ci hanno elogiato per la semplicità e utilità del progetto. Il Capitano Mattei in varie occasioni ha ribadito l’utilità del Controllo del Vicinato come collaboratore indispensabile nella lotta contro la criminalità, il degrado e l’incuria del territorio.

Mauro Pennazzato (Comitato Fiesso d’Artico Sicuro)

Whatsapp e il Controllo del Vicinato

In evidenza


Parlando di Controllo del Vicinato, giornali e televisioni lo scambiano spesso con le ronde o i gruppi di Whatsapp. Dopo molti incontri e assemblee pubbliche, in cui i nostri volontari ne spiegano pazientemente la differenza, e a furia di articoli di rettifica sui giornali, lentamente anche i giornalisti cominciano a capire che il Controllo del Vicinato non ha a che fare, neanche lontanamente, con le ronde.

Con il Controllo del Vicinato i residenti presidiano il proprio ambiente in modo “naturale”, continuando a svolgere le proprie attività quotidiane ma con una maggiore consapevolezza di quello che succede intorno a sé. Non si limitano però solo a questo: identificano le proprie vulnerabilità comportamentali, le vulnerabilità strutturali delle proprie case e quelle ambientali (anche temporanee), che rappresentano sempre delle opportunità per i ladri, per porvi rimedio. Nelle ronde tutto ciò è completamente assente, mentre per il Controllo del Vicinato rappresenta una delle attività principali: sorveglianza del territorio e rimozione delle vulnerabilità attraverso la prevenzione mirata.

L’identificazione tout court del Controllo del Vicinato con Whatsapp è più difficile da sfatare, anche perché molti gruppi di Controllo del Vicinato fanno uso di questo sistema di messaggistica istantanea.

Whatsapp non è il Controllo del Vicinato, ma solo uno strumento che va usato con intelligenza

Esistono molti programmi di messaggistica istantanea (Telegram, iMessage, Facebook Messenger, WeChat, Skype, Viber, Line, ecc.) ma, per comodità e anche perché è il più diffuso, in quest’articolo continueremo a fare riferimento solo a Whatsapp. La messaggistica istantanea è uno strumento formidabile, permettendo di inviare simultaneamente a molte persone lo stesso messaggio e di ricevere una risposta da ognuno dei destinatari. Insomma, tutti possono scrivere contemporaneamente a tutti i membri di un gruppo. E qui cominciano i problemi.

Se ognuno dei membri di un gruppo Whatsapp può ricevere e generare un messaggio, bisognerebbe domandarsi qual è il miglior modo di usare questo strumento per sorvegliare il territorio, allertare una piccola comunità e fare segnalazioni alle Forze dell’Ordine. Perché più alto è il numero di membri inclusi in un gruppo (Telegram permette addirittura di gestire gruppi che comprendono fino a 200 persone), maggiore sarà il numero d’interazioni probabili e quindi di messaggi.

In un gruppo di 50 membri (m), a ogni interazione (botta e risposta) (i) di tutti i membri si genereranno sul nostro schermo 49 messaggi, escludendo quello generato dal mittente (-1). Applicando la formula (m-1) * i, dopo tre interazioni sul nostro schermo ne appariranno 147. Anche se rispondesse solo un quinto (10) dei membri dell’ipotetico gruppo, dopo tre interazioni dovremmo comunque leggere 27 messaggi. Troppi. Se la conversazione continuasse, avremmo un numero altissimo di messaggi da leggere. Altro che Controllo del Vicinato! Passeremmo il tempo con gli occhi sullo schermo del telefonino anziché guardarci intorno.

Usare Whatsapp come la radio

I gruppi Whatsapp con molti membri dovrebbero essere utilizzati quasi come una radio per segnalare auto e persone sospette, oppure truffe in corso, per alzare la soglia di attenzione dei residenti. Bisognerebbe evitare di rispondere Grazie! Ok!, faccine sorridenti o pollici in su. Le uniche risposte sensate in un simile gruppo dovrebbero essere le segnalazioni degli spostamenti di auto e persone sospette o un cessato allarme.

I gruppi di Controllo del Vicinato dell’Umbria e di Roma si sono già dotati di un regolamento Whatsapp per evitare di affogare in una marea di messaggi insignificanti.

Allora il Controllo del Vicinato dovrebbe evitare Whatsapp? Assolutamente no. Può sicuramente usarlo ma con qualche precauzione. Senza, tra l’altro, dimenticare che spesso i gruppi di Controllo del Vicinato comprendono persone anziane che non solo non padroneggiano la messaggistica istantanea, ma non possiedono alcuno smartphone o addirittura alcun cellulare, e con le quali l’interazione con il Coordinatore avviene per telefono, per citofono o addirittura a voce.

Meglio i piccoli gruppi

Se i gruppi di Whatsapp sono composti da pochi membri, l’aumento del numero dei messaggi non dovrebbe rappresentare un grosso problema. Uno schema interessante ci viene proposto dai gruppi di Controllo del Vicinato di San Silvestro-Curtatone MN.

07032015-ORGANIGRAMMA

Lo schema suggerito da questi amici propone un approccio a “celle”, dove le segnalazioni sono filtrate prima di essere inoltrate alle Forze dell’Ordine, al tempo stesso salvaguardando la velocità di segnalazione a queste ultime in caso di flagranza. Dove qualunque membro del gruppo o il suo Coordinatore “devono” chiamare immediatamente le Forze dell’Ordine.

Sì, ma chi chiama le Forze dell’Ordine?

Che si tratti di gruppi piccoli o grandi, bisogna sempre domandarsi chi alla fine chiamerà le Forze dell’Ordine senza perdere tempo inutile. Bisogna ricordare che le attività di sorveglianza dei gruppi di Controllo del Vicinato sono finalizzate a fare segnalazioni alle Forze dell’Ordine. Escludendo i casi di flagranza, quando una segnalazione inizia a circolare in un gruppo Whatsapp, dobbiamo essere certi che, appena verificatane l’attendibilità (anche se non è sempre possibile), questa sia poi inoltrata alle Forze dell’Ordine. In genere dovrebbe essere il Coordinatore del gruppo a svolgere questo compito. Attenzione però al collo di bottiglia rappresentato da un Coordinatore momentaneamente non disponibile. Due Coordinatori anziché uno non guastano, perché garantiscono una maggiore certezza che comunque le Forze dell’Ordine saranno avvisate.

I Coordinatori, i membri dei gruppi e i singoli cittadini dovrebbero poter chiamare la Forza dell’Ordine più prossima sul territorio. Tutti i Coordinatori dei gruppi di Controllo del Vicinato dovrebbero conoscere gli orari di servizio e il numero di telefono della Polizia Locale e della Stazione dei Carabinieri più vicina.

Chi chiude il cerchio?

È buona norma, dopo che sono state informate le Forze dell’Ordine, avvisare i membri del gruppo di Controllo del Vicinato per evitare che altri o il secondo Coordinatore chiamino le Forze dell’Ordine per la stessa ragione.

Qualunque sia il mezzo che utilizziamo per informarci tra vicini, quando un allarme cessa (perché la persona o il mezzo segnalato si è allontanato o è stato fermato dalle Forze dell’Ordine), bisogna che i vicini ne siano messi al corrente. Non c’è niente di peggio che lanciare un allarme e lasciarlo in sospeso. Questo può generare un ingiustificato senso d’insicurezza tra i residenti. È buona norma quindi stabilire una procedura per comunicare ai membri del gruppo il cessato allarme.

Attenti all’infiltrato

Uno dei punti di forza del Controllo del Vicinato è che tutti i membri si conoscono e che, ovviamente, non accetterebbero mai un ladro all’interno del loro gruppo. Quando un gruppo è eccessivamente grande (con o senza Whatsapp), si corre sempre il rischio di non conoscere bene tutti i membri. Chi ci assicura che non sia entrato l’amico del ladro? In un gruppo piccolo questo rischio è più limitato.

Verificare le notizie prima di farle circolare

Ogni notizia che circola in Whatsapp dovrebbe avere una fonte verificata. È buona norma citare sempre la fonte della segnalazione prima di inviarla: questo aiuta ad assicurare un buon grado di affidabilità alle notizie che circolano, evitando di minarne l’attendibilità. Soprattutto la descrizione dei furti avvenuti nella nostra zona deve essere verificata, possibilmente direttamente con le vittime. Diffondere notizie approssimative o, peggio, inventate può generare, oltre a inutili paure nei residenti, anche discredito e sfiducia nella serietà del Programma di Controllo del Vicinato.

In conclusione, Whatsapp è bello ma va usato con il classico grano di sale.

elleccì © RIPRODUZIONE RISERVATA

Truffatori fantasiosi

In evidenza


COMUNICATO STAMPA

Truffatori e ladri sono sempre alla ricerca i sotterfugi fantasiosi per guadagnare la fiducia dei residenti e riuscire a mettere a segno i loro colpi.

Abbiamo notizia, verificata dalla Polizia Locale di Olgiate Olona, un Comune in provincia di Varese, che il 4 marzo una sedicente rappresentante del Controllo del Vicinato, munita di cartellino, ha suonato alla porta di una casa, in una zona sotto la sorveglianza del Controllo del Vicinato, chiedendo di verificare il piano cottura della cucina e la cappa dei fumi. Un’evidente scusa per entrare nella casa presa di mira. Siccome in quella zona si conoscono tutti, la famiglia residente non si è fatta abbindolare e ha chiamato immediatamente la Polizia Locale. La truffatrice si è immediatamente data alla fuga. Questo episodio è la dimostrazione pratica che la conoscenza tra vicini è il vero punto di forza del Controllo del Vicinato e che lo stesso non può prescindere da un forte rapporto con le Forze dell’Ordine. Evidentemente il Controllo del Vicinato sta acquisendo sempre più credito tanto da essere utilizzato anche dai truffatori per carpire la buona fede dei residenti. Questa volta però ai truffatori è andata male.

Se si ripetessero episodi simili, vi invitiamo a chiamare immediatamente le Forze dell’Ordine. I volontari del Controllo del Vicinato NON girano per le case controllando piani cottura, cappe o altri elettrodomestici.

Il Comitato Esecutivo

Primo incontro ad Albignasego PD

In evidenza


Albignasego PD, 11 febbraio 2015.

Grazie all’attività dei volontari di Mira VE e Fiesso D’Artico VE, che stanno promuovendo il progetto nei Comuni limitrofi, si è tenuto ad Albignasego il primo incontro per illustrare il Programma del Controllo del Vicinato. La riunione, cui hanno partecipato le Autorità comunali, è stata organizzata per due vie della città. Seguiranno altri incontri nelle prossime settimane. 

24022015-IMG_6962 24022015-IMG_6972 (2)