Anche i ladri vanno in vacanza!

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Se fino ad oggi siamo cresciuti con la convinzione che i furti in appartamento aumentavano nel mese di agosto, ci siamo sbagliati. Possiamo quindi affermare che, anche i ladri vanno in vacanza! Secondo uno studio effettuato dal Centro Universitario “Transcrime“, sulla città di Milano, dicembre è il mese preferito dai ladri per compiere i furti negli appartamenti. Non solo. Secondo tale analisi il 36% dei furti si concentra in due giorni settimanali : venerdì e sabato.

La fascia oraria preferita dal ladro è quella compresa tra le ore 18.00 e le ore 21.00. Finestre, balconi e garage sono gli accessi maggiormente utilizzati dai ladri per entrare negli appartamenti milanesi.

Secondo “Transcrime”, i ladri scelgono con cura i loro bersagli (hots spot), le modalità di azione ed il momento in cui colpire. In altre parole si tratta di ladri specializzati che conoscono bene il loro mestiere.

La Lombardia rimane in alto nella hit parade dei furti godendo di un primato che si alimenta di anno in anno. La crisi economica può avere favorito un aumento dei ladruncoli ben diversi dai ladri specializzati.

La ricerca eseguita da “Transcrime” è in linea con la finalità’ della nostra Associazione Controllo del Vicinato. Il ladro di solito agisce compiendo azioni routinarie per non sbagliare il suo colpo! La sua azione criminosa si concentra all’interno di un perimetro territoriale che conosce bene. Dietro ogni azione criminosa esiste una chiave di lettura dei suoi gesti. Spesso siamo noi residenti che rendiamo facile la vita al ladro e lui se ne approfitta!

Il miglior antifurto contro i furti in appartamento è l’occhio umano: prestare attenzione a ciò che succede intorno a noi, non aver vergogna di segnalare alle forze dell’ordine un tentato furto o la presenza di situazioni di disagio urbano rendono un territorio maggiormente sicuro. In poche parole dobbiamo rendere difficile la vita al ladro riducendo le occasioni che favoriscono la sua azione criminosa.

Carla Lovino - info@controllodlevicinato.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: Transcrime Centro Universitario Cattolica di Milano

Il Controllo del Vicinato è la vitamina del vivere sociale

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La sicurezza è un bene prezioso come la salute: quando manca stiamo male. L’insicurezza della sicurezza vuol  dire malessere del vivere. Essa dipende da molteplici fattori, fisici (panchina rotta), sociali (presenza di delinquenti o soggetti devianti ), economici (povertà, crisi sociale) che, nel loro insieme, influenzano la qualità della vita.

Il termine sicurezza urbana è connesso al concetto di urbans. Il volto di una città cambia nel tempo. Il progresso tecnologico ha portato a un impoverimento dei legami sociali. La città delle relazioni ha lasciato il posto alla città delle non relazioni, anonima e impersonale.

L’isolamento urbano può essere curato con il Controllo del Vicinato, paragonato a una sorta di  vitamina del vivere sociale. Non è solo uno strumento di prevenzione situazionale che tiene lontano il ladro dalle nostre abitazioni ma e’ un modus di vivere comunitario capace di rafforzare  la coesione sociale tra i residenti.

Come posso sentirmi sicuro nel quartiere dove vivo? La qualità della vita dipende dalla capacità di trovare insieme ai suoi abitanti azioni condivise per migliorare la vivibilità urbana.

Il Controllo del Vicinato ha la forza di far dialogare i residenti e le Forze dell’Ordine creando una comunità attiva: il residente si riappropria dello spazio urbano e agisce per difenderlo.

L’evento Expo è l’occasione giusta per creare uno scambio di conoscenze tra il Controllo del Vicinato italiano e quello anglosassone.  In entrambi i casi i soggetti privilegiati sono i residenti: saper coniugare sicurezza e relazioni sociali non e’ facile.

Il controllo del vicinato è riuscito a entrare dentro i quartieri rafforzando  i legami di vicinato.  Questi ultimi devono essere coltivati e nutriti dalle relazioni umane: sapere di poter contare sul tuo vicino di casa non ti fa sentire solo!

Lo spazio urbano appartiene al cittadino: il territorio è come una Grande Casa il cui capo famiglia è il residente.  Se teniamo a mente questi due concetti possiamo capire la forza del Controllo del Vicinato, strumento semplice ma coinvolgente capace di entrare dentro l’animus del residente per curare l’insicurezza urbana.

Carla Lovino - info@controllodlevicinato.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ladri recidivi

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Una delle regole base della criminologia è che un piccolo numero d’individui commette un gran numero di reati.

Ci sono due spiegazioni per il fenomeno della recidività:

  1. Individui senza molte remore, con deboli attaccamenti sociali, tendono a delinquere più frequentemente di quelli meno impulsivi e più legati alle persone.
  2. Individui che si adattano più di altri alle opportunità della criminalità e del disordine, probabilmente anche a causa dell’ambiente socio-culturale-affettivo nel quale sono cresciuti.

È difficile dal punto di vista delle vittime o di chi le tutela scoprire se la vittimizzazione multipla è opera degli stessi ladri perché, ovviamente, questi cercano di rimanere anonimi. Le informazioni derivanti dall’attività investigativa possono suggerire che i reati sono opera degli stessi autori, ma senza la necessaria certezza.

Capire gli obiettivi e le motivazioni dei ladri recidivi può aiutare a sviluppare strategie adeguate di prevenzione. Perché se un furto ha successo può generare ulteriori furti.

  • Come tutti noi, i ladri imparano facendo. Si possono imparare molte cose, ad esempio, da un furto andato a buon fine. Per questo è necessario imparare più rapidamente dei ladri dalle nostre esperienze negative. È paradossale che il ladro impari sempre dalla sua esperienza e noi no!
    E il ladro, come tutti noi, è capace di generalizzare. Così impara che può avere successo se attacca obiettivi con caratteristiche simili (case, status o comportamenti umani). Ad esempio, se una persona vive sola e in compagnia di un cane e ha l’abitudine di portarlo fuori per mezz’ora senza inserire l’allarme e senza chiudere bene la casa, rappresenta una vulnerabilità che il ladro può sfruttare. Ne deriva che chi ha comportamenti simili corre gli stessi rischi.
  • I ladri imparano anche gli uni dagli altri. Le informazioni si diffondono tra individui che lavorano in piccoli gruppi, oppure attraverso ladri non più attivi o ladri alle prime armi.
    Questo stesso processo di comunicazione e diffusione delle notizie può essere utilizzato dai residenti per far circolare informazioni che rafforzano la percezione di maggior rischio per il ladro o la mancanza di appetibilità per un obiettivo o per un luogo. I cartelli del Controllo del Vicinato, la pubblicità di un furto sventato o l’arresto di un ladro ampiamente pubblicizzato nella propria comunità possono aiutare a far sentire il ladro meno sicuro.
  • Il successo del ladro nel commettere un furto può ridurre l’efficacia delle misure preventive, rendendo di conseguenza più facile commettere nuovi furti. Se i comportamenti criminali si sviluppano più velocemente rispetto alla risposta delle vittime, allora un problema minore può diventare un grosso problema.

Molte tecniche di prevenzione della criminalità si basano sull’assunto della “minaccia credibile”. Ad esempio, la videosorveglianza è una minaccia credibile nella misura in cui i potenziali ladri credono che qualcuno li stia osservando o che corrano il rischio di essere identificati e arrestati più tardi sulla base delle registrazioni. Ciò non significa che ci devono essere molti arresti per avere un effetto deterrente. Ne bastano pochi ma ben pubblicizzati per rafforzare il messaggio, che può essere reso ancora più forte se è fatto circolare attraverso il network dei ladri e non solo attraverso i normali mezzi di comunicazione.

In conclusione, se le attività del Controllo del Vicinato sono ben organizzate e pubblicizzate, possono effettivamente diventare per i ladri una “minaccia credibile”.

(Tratto dal materiale di formazione dei coordinatori di Controllo del Vicinato.)

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